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Una buona impermeabilizzazione, realizzata con prodotti a base acqua, utilizzando bitumi e polimeri di altissima qualità è già un rimedio alla propagazione dell’umidità. Prodotti pronti all’uso che non necessitano di primer e armature e rendono il pavimento a la parete pronta per la posa delle finiture.

Generalmente, sono gli inquilini del piano di sotto a comunicarci che il nostro bagno ha problemi di infltrazioni d’acqua: sui loro soffitti, infatti, iniziano ad apparire minacciose macchie di umidità, proprio in corrispondenza con il nostro bagno. Inizia quindi la ricerca dei motivi che stanno producendo danni più o meno gravi, e individuare la causa delle infiltrazioni è la prima cosa da fare per risolvere il problema in modo definitivo e soprattutto per evitare che il degrado delle strutture continui a peggiorare.

Le cause delle infiltrazioni

Fra le principali cause delle infiltrazioni d’acqua, il degrado degli impermeabilizzanti è ai primissimi posti, e lo stesso si può dire della perdita di efficacia dell’isolamento delle strutture contro terra, un isolamento che purtroppo spesso nemmeno esiste. Poi, ovviamente, le perdite da condotti degli impianti idrici e i ristagni d’acqua, causati magari da infiltrazioni dai tetti o dalle terrazze, fanno il resto. L’acqua è uno degli elementi più devastanti delle strutture edilizie, si insinua un po’ ovunque e non dorme mai.

Come risolvere i problemi?

I problemi di infiltrazioni d’acqua si possono risolvere e soprattutto prevenire già in sede di progettazione degli edifici. Come per ogni altro aspetto della costruzione, progettare l’impermeabilizzazione è una pratica necessaria. Ciò è anche dovuto dal fatto che le condizioni ambientali sono molto spesso diverse fra loro, e l’attenzione che va posta per esempio in una località marina è certamente diversa da quella necessaria nelle grandi città, o in ambiente montano. Come principio, la qualità dell’impermeabilizzazione (e naturalmente la scelta di impianti a loro volta di qualità) è già una prima efficace barriera alle infiltrazioni. E lo stesso vale anche per evitare l’altrettanto dannosa umidità di risalita, che si può contrastare con adeguate barriere chimiche, in grado di bloccare la risalita capillare dell’acqua, possibile soprattutto dove si costruisce in prossimità di falde acquifere, ma anche dove il drenaggio delle acque piovane non è perfetto.

In ogni caso, gli interventi di ristrutturazione sono molto speso causati proprio da queste problematiche, ma in soccorso agli operatori il mercato oggi offre soluzioni in grado di favorire interventi a regola d’arte, veri e propri “sistemi” che trasformano normali applicazioni in soluzioni definitive, a tutto vantaggio della committenza. Il bagno, inoltre, insieme alla cucina è il luogo della casa dove più spesso di genera vapore acqueo, che si deposita sulle piastrelle e sulle fughe, generando a sua volta criticità.

Sia in caso di nuova costruzione, sia nella ristrutturazione, il prodotto impermeabilizzante – che per la salute delle persone non dovrebbe essere a base solventi, ma a formulato a base acqua, utilizzando bitumi e polimeri di altissima qualità – va scelto in base ai parametri ambientali sopra indicati e al tipo di ambiente interno. Inoltre, in considerazione della costante azione dell’acqua, sempre alla ricerca di sbocchi, una caratteristica essenziale di un intervento di impermeabilizzazione è quello della più assoluta continuità, sia che si operi su pavimentazioni, sia su pareti. In queste tipologie di interventi, la cura del dettaglio fa sempre la differenza.

Per proteggere i raccordi parete – pavimento sotto piastrella, esistono in commercio bande adesive composte da un mastice butilico (nella parte inferiore). Mentre la parte superiore è in “tessuto non tessuto” che facilita la deformazione del prodotto e consente una posa particolarmente aderente. Si tratta di un materiale che accoglie perfettamente la colla per le piastrelle o di altri rivestimenti. Il principio è esattamente quello, per esempio, della impermeabilizzazione dei tetti piani, dove ogni singolo millimetro della superficie deve essere protetto.

I principi base dell’impermeabilizzazione

Resistenza, elasticità, perfetta aderenza sono i tre principi base di una buona impermeabilizzazione, ma le moderne tecnologie produttive offrono molto di più. Alcuni prodotti sono infatti anche perfetti punti di aggrappo per la posa delle finiture. Non servono quindi altre colle o primer, o armature, per posare piastrelle o altri rivestimenti, in orizzontale e anche in verticale. Sono prodotti particolarmente innovativi, pronti all’uso, che garantiscono le massime prestazioni e, insieme, semplificano e velocizzano la posa. Si tratta di soluzioni a base cementizia, o a base di bitume polimeri a impatto ambientale pressoché nullo. Stanno trovando sempre più riscontri positivi da parte dei professionisti della ristrutturazione e degli operatori specializzati.

Per avere informazioni aggiuntive per l’impermeabilizzazione del tuo bagno scrivi a info@martinelli-pav.it o chiamaci al +39 0331 255119. Vienici a trovare, siamo a Somma Lombardo (VA) in Via Alberto da Somma, 26.

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